Ultimo Jarmusch e ancora una volta il tormento dei brutti Leoni d’Oro a Venezia

FATHER MOTHER BROTHER SISTER, il Jarmusch ultimissimo che a sorpresa vince il Leone d’Oro, un martedi sera annoiato a Tirana, ma in sala. Non molto da segnalare, per un’operazione che ammicca facendo la tenera ma nulla aggiunge ai discorsi già fatti da Jarmusch.

Ci proviamo, sia chiaro, ad apprezzare questo ritratto telefonato di padre stronzo e sfruttatore e volendo simpatico (risate cmq pochissime, eh), a cui Tom Waits dona innegabilmente tratti belli; più faticoso accondiscendere nel segmento irlandese, il secondo episodio, in cui una Charlotte Rampling improbabile, in una casa che non le si addice, con due figlie costumate e ritratte in modo macchiettistico (Cate Blanchett imbarazzante) prova a mostrarci i sempre presenti, troppi e forse divertenti (mh, direi di no) vuoti, silenzi e bugie di tutte le relazioni genitori-figli; infine voliamo a Parigi e i gemelli neri bellissimi di cui non si capisce molto, parlando un californiano stretto e teso, deambulano e gongolano nel miele di una nostalgia stucchevole, ricordando questi genitori alternativi morti poco prima, fino a quel finale che si, fa pensare a tutti i nostri garage che presto si riempiranno di ricordi e cimeli di genitori conosciuti poco e male e boh, una vibrazione qui è innegabile, la si prova tutti, ma guardando dall’alto viene da chiedersi: ha senso tutto questo? Oltre questa situazione nota e grave che conclude, calcatissima, il film, anche il terzo episodio pare trascinarsi stancamente, non riesce a decollare, non ci fa star bene in questo brodo più che miele, che punta ai diluire la pietanza con intermezzi e musiche, rimandi interni tutto sommato irrilevanti.

Insomma si, stringiamoci e rallegriamoci per un premio al grande indipendente Jim, che in questi gloriosi 40+ anni di onorato servizio ha racimolato solo una gran premio della giuria a Cannes per Broken Flowers e mai è stato nominato dall’Academy, ma cribbio fosse accaduto con Dead Man, Only lovers left alive, mettiamoci pure Ghost Dog anche se non è mai stato tra i miei preferiti, allora si che oggi saremmo stati felici di vedere incoronato un grande regista e il suo film, e non solamente il regista.

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